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Un nuovo rinvio per il poker cash game online
La Microgame presenta un ricorso accolto dal Tar del Lazio che sospende il decreto sul Cash Game poker online, si attende il giudizio di merito del Tribunale del 13 ottobre 2010.
Sembrai ormai fatta, la convinzione era per un avvio entro l'estate (giugno), dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 23 marzo del decreto sui "giochi di carte in forma diversa dal torneo". Da quel momento, si è pensato che tutto filasse liscio ed arrivare al primo tavolo di Texas Hold'em online con soldi reali fosse ormai cosa certa nel breve. Concessionari al lavoro per ottenere la certificazione della piattaforma, novità introdotta dai Monopoli, e per la presentazione dei singoli progetti di gioco, oltre che appassionati del cash game in attesa.
Questo era la situazione fino all'8 giugno, tra la soddisfazione e la gioia di tutti gli addetti ai lavori interessati. Non tutti infine. La legge, lo ricordiamo, oltre a introdurre il poker cash game, apre la strade del web anche ai giochi casinò. S era da considerarsi fisiologica qualche "idea contraria" di una parte dell'opinione pubblica, mai si sarebbe ipotizzato che i rilievi maggiori potessero arrivare proprio dal primo operatore italiano di poker online, teoricamente uno dei maggiori beneficiari della tanto agognata partenza.
A seguito della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è stata proprio Microgame S.p.A, titolare di Peoples Poker, il circuito che accorpa circa 80 operatori, ad aver presentato ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio contro l'applicazione del decreto. In data 9 giugno il Tribunale ha ritenuto, cosi si legge nell'ordinanza, che la "Pubblica Amministrazione abbia introdotto normative tecnicamente differenti da quelle notificate alla CE, che contrastano con il Regolamento dell'unione e tanto più onerose per la ricorrente e che la unilaterale modifica del regime obbligatorio che regola la fattispecie contrattuale contrasti sia con la disciplina privatistica che con quella pubblicistica". Da ciò la decisione del Tribunale di sospendere il provvedimento in attesa che si discuta il merito dell'udienza fissata per il prossimo 13 ottobre.
Insomma tutto fermo. Non si potrà giocare il poker cash game online per almeno altri 4 mesi ancora. A una semplice lettura dei fatti la situazione appare paradossale. Tanto si è costruito per avere una legge che tutta l'Europa ci invidia e adesso, a un passo dalla piena maturità del mercato, il leader delle stesso impone una revisione dell'impianto normativo? Per capirci qualcosa di più vediamo cosa ha dichiarato il presidente di Microgame Fabrizio D'Aloia. "Senza addentraci nei tanti meccanismi tecnici di un documento di oltre 500 pagine, la nostra contestazione parte dalla sostanziale differenza del testo presentato a Bruxelles ad agosto 2009 e quello approdato in Gazzetta Ufficiale a marzo del 2010. La principale difformità risiede nel sistema di certificazioni introdotto nel testo definitivo. Se prima era richiesta la certificazione per il solo generatore di numeri casuali, oggi si è invece introdotto un sistema di certificazione complesso e articolato che grava, invece che sulla singola piattaforma di gioco, sui tanti operatori che vi aderiscono. Come molti sono a conoscenza, il nostro network di gioco costituito da moltissimi e medi operatori. Se il decreto venisse attuato nelle modalità proposte, su ciascuno si essi graverebbero pesanti oneri che si ripercuoterebbero negativamente sull'offerta al giocatore. Per non parlare di altre iniziative dell'Amministrazione per noi estremamente penalizzanti quali le modifiche recentemente introdotte riguardo al concetto di Titolare di Sistema con le quali viene di fatto impedito a molti dei nostro operatori titolari di una concessione per le scommesse di offrire anche il poker appoggiandosi alla nostra licenza. E non dimentichiamo la unilaterale decisione di Aams di far slittare i giochi online a rullo quelli simili alle slot machine per intenderci, a marzo dell'anno prossimo, quando molti di noi hanno già pesantemente investito".
L'impressione è quindi che il vero contendere verta su aspetti che con l'erogazione del cash game hanno poco o nulla a che vedere. Al di là delle diverse posizioni in campo, comunque, a questo punto è d'obbligo però constatare come questo stop rischi di ritardare la definitiva maturazione del mercato italiano del poker online, a pieno vantaggio degli operatori non autorizzati. Il dubbio, insomma, è che ci si stia dando la zappa sui piedi. Secca è la precisazione del presidente di Microgame: "Sia chiaro che il nostro auspicio, come quello di tutti, è quello che il cash game parta prima possibile. Desideriamo contribuire a migliorare il mercato del gioco online, ma non possiamo certo prescindere da una tutela nei confronti dei tantissimi piccoli operatori che questo mercato hanno contribuito a crearlo e che in questo mercato continuano a investire. Insomma, noi contestiamo il mezzo, e non certo la finalità. Avremmo voluto non dover arrivare alle aule dei tribunali e ci auguriamo per il futuro un dialogo maggiore con l'Amministrazione".
Dal fronte opposto ci rimandano a qualche timida e stringata dichiarazione ufficiale. Da Piazza Mastai fanno sapere che è in previsione un re-invio del testo alla CE per un'ulteriore approvazione. In questo modo si potrebbe superare il fermo. E' in fase di valutazione da parte dell'Avvocatura anche un possibile ricorso al Consiglio di Stato. In entrambi i casi, comunque, è confermato un ulteriore slittamento dei tempi.
Comunque, sentite le varie campane e posizioni, qualche perplessità rimane, in merito all'onere delle certificazioni, magari nel prossimo articolo dopo aver sentito altri pareri importanti. A una veloce lettura delle Linee Giuda fornite da Aams parrebbe, ad esempio, che dieci concessionari che fruiscano della stessa piattaforma di gioco debbano far riferimento a un'unica certificazione. Non sembrerebbe quindi esserci, ma il condizionale è d'obbligo, il paventato innalzamento della barriera d'ingresso nel mercato a danno dei piccoli operatori. Quanto all'opportunità di introdurre una certificazione, non vi è dubbio che l'impianto voluto da Aams sia complesso e macchinoso, ma non vi è nemmeno dubbio che un rigoroso protocollo di certificazione non può che rappresentare una maggiore tutela verso il giocatore di poker, atavicamente spaventato dal "tutto truccato".
Altre informazioni
Ultimo aggiornamento (Giovedì 08 Luglio 2010 09:32)
Altre risorse:
Monetizzare Online - Il gioco del backgammon
















