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Regole per giocare a poker heads-up
News - Strategia poker - Regole per giocare in modalità Hedas-up
La modalità di gioco nel poker l'Heads-up, ossia il testa a testa, si è diffuso tra gli appassionati di questo gioco in tempi relativamente recenti e in modo particolare grazie al poker online. In questo momento la sua massima espressione è rappresentata dal World Heads-up Championship, che si è presentato a Londra quest'anno con 128 partecipanti. La struttura ad eliminazione diretta ha visto primeggiare il giovane giocatore Nik Persaud capace di vincere sette incontri continui!
Prima del successo del poker online, era in pratica impossibile organizzare dei tornei dal vivo di heads-up, a meno che non fossero ad altissimo livello e tra giocatori Pro, in quanto comportavano uno sforzo logico non indifferente, dovuto all'allestimento di numerosi tavoli, ognuno con un dealer appositamente dedicato a due soli giocatori. Praticamente era anti-economico e non interessava a troppi giocatori.
Oggi grazie alle poker room online, queste difficoltà sono solo un ricordo e in molti si sono appassionati a questa forma di competizione che ha delle peculiarità ben specifiche rispetto ai tornei con tavoli da 6 o 10 partecipanti. L'heads-up, se paragonato ai tornei standard, offre alcuni vantaggi indiscussi. Il primo è quello della totale eliminazione del sospetto di "collusion" tra giocatori, in quanto l'avversario è sempre e solo uno.
In seconda istanza, la partita inizia e si conclude sempre contro lo stesso giocatore a differenza dei tornei classici dove spesso si viene spostati di tavolo. Per cui, affrontare qualcuno tecnicamente più scarso ha i suoi vantaggi.
E infine, si è sempre in azione! L'heads-up è il paradiso degli amanti dell'adrenalina e degli impazienti. Si è in gioco tutte le mani, mentre spesso nei tornei classici si è costretti a stare a osservare, vuoi per penuria di carte, vuoi perché la situazione richiede un gioco di attesa.
Qui, al contrario, è una sfida tra due soli giocatori, che si svolge su moltissime mani di gioco e che richiede particolare attenzione e osservazione dei "tell" che di certo il nostro avversario prima o poi ci fornirà.
L'heads-up non è per i deboli di cuore o per timidi. Il gioco richiede aggressività da subito, per poter imporre la propria strategia di gioco. Essendo sempre uno contro tra due giocatori, ovviamente il range delle mani iniziali con cui giocare sarà molto largo. Un Asso con qualsiasi kicker sarà sempre una buona mano con cui rilanciare pre-flop.
I connectors, anche se di piccolo valore (ad esempio 4-5 o 7-8) e offsuited (di semi diversi), acquistano importanza nell'economia del gioco, proprio perché i rilanci avversari potrebbero arrivare da mani non eccellenti, quali K-Q, J-10 e via così.
In pratica, non occorre assolutamente avere paura del nemico e giocare in modo troppo solido e tight. Il tasso di aggressività deve però essere commisurato allo stack iniziale e alla struttura del Sit&Go (turbo, super turbo, deep stack eccetera).
Il tilt sempre ai margini
Bravi giocatori di tornei classici diventano maldestramente delle facili prede quando si trovano in heads-up contro avversari che li mettono alla prova con continui rilanci pre-flop e continuation bet. Non a caso i migliori giocatori attuali sono Phil Ivey e Tom Dwan, due professionisti dallo stile di gioco molto aggressivo.
In heads-up il rischi di andare in tilt si esaspera, proprio perché il range delle mani iniziali è talmente ampio che spesso si verificano situazioni in cui la sfortuna fa da padrona. Non è infrequente che delle premium hand come A-A o K-K vengano scoppiate da progetti. E' proprio per questo che la concentrazione deve essere ai massimi livelli e benché si tratti di una sfida personale, non bisogna cadere nel facile tranello di volersi riprendere subito le chip dopo una bad beat. Ci sono decine e decine di mani da giocare e sempre contro la stessa persona, per cui vale la pena attendere il momento opportuno per impegnarsi in un all-in.
E' bene adottare uno stile di gioco di "osservazione" almeno nelle fasi iniziali, quando i bui sono molto ridotti, senza subire però eccessivamente. Ci saranno inevitabilmente numerose situazioni di showdown in cui si potrà scoprire la strategia del proprio avversario (e viceversa riveleremo la nostra). Ecco quindi che il variare il gioco è ancora più importante per non fornire troppi tell. Si è in posizione rispetto all'avversario una volta su due e questo elemento va sfruttato a dovere. Rubare i bui dell'avversario diventa quasi essenziale, a maggior ragione quando questi diventano più alti nel corso della sfida.
Le 10 regole
Riassumendo potremmo indicare le 10 regole del gioco in heads-up, validi sempre e contro di avversario.
01) Allargare il range di mani iniziali
Per prima cosa, è di estendere il range di mani iniziali con cui entrare in gioco. Dal momento che ci sono solo due sfidanti al tavolo, le hole cards (ovvero le carte personali dei due giocatori) che fanno gioco sono molto maggiori rispetto ad un tavolo da dieci. Non possiamo permetterci di attendere mani eccellenti, poiché siamo di buio ad ogni mano. E' raccomandabile giocare la maggioranza delle mani dal grande buio e quasi, se non proprio tutte le mani quando siamo dal bottone.
02) l'importanza della posizione
La posizione diventa un fattore essenziale nel poker in modalità heads-up perché saremo alternativamente nella migliore e nella peggiore posizione, non esiste via di mezzo. Come detto prima, ci coinvolgeremo in tutte le mano dalla posizione di dealer (bottone): metteremo lo small blind, agiremo per primi al pre-flop e per ultimi post-flop nei round successivi. Quando saremo di small blind invece metteremo il grande buio, agiremo per ultimi pre-flop e per primi dopo il flop e nei round seguenti. Come dealer dovremo pertanto essere più aggressivi possibili e rilanciare con molte mani (qualsiasi pocket pair, ogni connector suited, qualsiasi due carte alte e così via). Dal grande buio saremo invece un pò più conservativi e rispetteremo i rilanci del dealer.
03) Tenere presente il valore delle mani
Come spiegato nella prima regola, il valore delle mani da showdown. Le mani mediamente vincenti nei testa a testa sono molto peggiori di quelle che servono per vincere a un tavolo pieno, quindi ci regoleremo di conseguenza. Ogni mano come una middle pair o la seconda coppia al flop sono da considerarsi buone e probabilmente vincenti in pot "uncontested" (ossia i piatti vinti senza resistenza da parte dell'avversario), quindi meglio puntare.
04) Quando è possibile fare dei semi-bluff
Il modo migliore per guadgnare un po' di chip è quello di uscire puntando non troppe forte nei piatti non rilanciati. In qualunque situazione nella quale abbiamo ricevuto un qualche aiuto dal board, un progetto a scala o la bottom pair (la coppia più bassa in base alle carte sul board) è bene provare a sparare un colpo. Se l'altro chiama andremo allo showdown, ma la maggioranza degli avversari passivi folderà di fronte ad una puntata, se non ha la top pair.
05) Leggere il bluff dell'avversario
E' in pratica l'opposto della regola precedente. Se stiamo giocando contro qualcuno aggressivo, dovremo fare in modo di bloccare i semi-bluff e i rilanci pre-flop. Controrilanceremo occasionalmente pre-flop e chiameremo le puntate dell'avversario per vedere se questi punterà ancora al turn e al river. Anche se possediamo la seconda coppia, dovremo tentare di tenere l'avversario in riga, altrimenti continuerà a colpire in ogni piatto!
06) Le value bets
Questo si collega allòa regola numero 3, in quanto con mani medie, ma vincenti, dovremo cercare di estrarre valore (cosa che normalmente non faremmo a uin tavolo pieno). Per esempio, se abbiamo una coppia media al river, dovremo puntare, in quanto probabilmente vinceremo venendo chiamati dalla terza coppia o peggio. Inoltre, se possediamo una mano molto forte faremo una piccola puntata al flop e al turn, e poi una grossa al river per ottenere il masismo valore della mano, avendo coinvolto l'avversario!
07) Adattarsi l'avversario
Durante il corso della battaglia, avremo delle letture sull'avversario, e l'avversario ne avrà sul nostro gioco. Dovremo quindi effettuare degli aggiustamenti su quelle che sono le sue giocate più frequenti. Per esempio, se notiamo che l'avversario quanto ha la top pair fa sempre check al flop e punta al turn, faremo in modo di foldare più spesso al turn se la stessa situazione si presenta.
08) Variare il gioco
E' esattamente l'opposto della regola precedente. Poiché anche l'avversario estrapolerà dei tell dal nostro gioco, sarà bene variarlo spesso per indurlo a indovinare la nostra mano. Questo è molto importante soprattutto nelle partite lunghe, dai 30 minuti in su. Alterneremo puntate al flop con mani forti e dei semplici check, e occasionalmente effettueremo qualche grosso bluff o check-raise.
09) Saper portare a termine la sfida
Questa è una regola importante nell'heads-up. Quando riusciamo a ridurre in short stack l'avversario (ovvero quando gli rimangono poche chip), dobbiamo essere in grado di annientarlo in modo definitivo, senza consentirgli di rientrare in gioco. Per fare questo, non dobbiamo permettergli un facile raddoppio del proprio stack o lasciarci andare a dei call discutibili su grosse puntate. Il modo più sciocco di rimettere in partita l'avversario è chiamare il suo all-in pre-flop con una mano intermedia, nell'inutile tentativo di chiudere la partita. Continueremo invece a giocare come prima, e porremo fine alla partita.
10) Attenersi al bankroll
Uno degli errori più comuni per i giocatori inesperti è quello di giocare delle partite heads-up con una grossa fetta del proprio capitale (bankroll) in palio. E' una leggerezza imperdonabile e spesso porta alla bancarotta. E' bene non giocare mai oltre 1/10 del proprio bankroll per i giocatori amatoriali e non oltre 1/50 per i semi-pro.
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