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Il fisco "punta" sulle vincite del poker live
Fisco e Poker - Tasse e Poker - Tasse e Gioco
In Italia i giocatori di poker devono fare attenzione all"All-in" della GdF (Guardia di Finanza): è questo il nome in codice dato all'operazione di controllo nel comparto del poker live che gli agenti delle Entrate stanno conducendo in Italia. L'indagine, per il momento, è limitata alle vincite ottenute nei casinò esteri del periodo che va dal 2006 al 2009 da tutti i giocatori di poker che fiscalmente risiedono nella nostra penisola; questi vincite vengono considerate connesse a prove di abilità e, quindi, "redditi diversi" soggetti a una tassazione integrale.
Dalle prime analisi risultano oltre 4 mila i pokeristi italiani "bravi e fortunati" al tavolo verde che hanno vinto circa 73 milioni di euro (97 milioni in dollari), senza però averli dichiarati all'agenzia delle Entrate. Questi giocatori sono stati facilmente individuati, grazie a incrociati controlli di fonti libere con le svariate banche dati a disposizione in Internet (per esempio. HendonMob.com).
Ovviamente, le reazione sono state immediate tra i Pro del poker italiano, per i quali, allo stato attuale, può divenire poco profittevole partecipare a tornei esteri; tutti sono concordi, però, nel richiedere una equità della tassazione che non può tener conto solo delle vincite, escludendo le spese di buy-in e viaggi.
Sotto la lente dei media il poker cash game
Erano tantissimi gli appassionati che attendevano il 18 luglio per poter "finalmente" giocare a poker con denaro reale (non solo in modalità torneo), ossia il denominato "poker cash game" sulle poker room italiane: di certo in pochi si sarebbero aspettati una critica così vasta contro questa specialità di poker.
Sia che a mezzo stampa che TV, infatti, nei giorni vicini al "Via" si è scatenata una vera guerra senza esclusioni di colpi contro il poker cash: certamente l'inaugurazione in modo contemporaneo con l'avvio anche dei giochi casino online (roulette, blackjack, baccarat, video poker, e altri) ha favorito l'errore di accumulare entrambe le tipologie nella categoria di gioco di azzardo, errore commesso dal Corriere della Sera al Tg5, passando per la Gazzetta dello Sport e il Fatto Quotidiano.
Forse (ma non sono convinto), i media hanno voluto mettere in guardia i giocatori da ulteriori tentazioni, i soggetti più a rischio di gioco poco responsabile e quindi compulsivo e patologico, d'altra parte non è accettabile che chi invece trae rendimenti dal poker (che è un gioco di abilità con possibilità di avere un valore atteso positivo, a differenza degli altri giochi casino online!) debba in qualche modo subire un attacco mediatico ulteriore e peggiora ancor di più il modo di giudicare della persona comune in generale.
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