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Il poker è un lavoro come altri?
News - Poker Online - Giochi Casino Online
E' la definizione più diffusa da persone che svolgono professioni come giornalismo, spettacolo e in questi tempi si aggiunge anche la figura del pokerista di professione. Come il cronista vive con l'ansia del "buco", così come il giocatore di poker vive con quella della "bad beat": entrambi, ovviamente, fanno il possibile per non restare vittime dei rispettivi brutti incubi.. Sanno come fare, ma anche che, inevitabilmente, prima o poi diventeranno veri problemi.
Sarà pure "meglio che lavorare", ma nei tempi d'oggi, quello del giocatore di poker è una professione a tutti gli effetti, visto che le tasse vengono pagate regolarmente. Ma ci si chiede, però, se a questo punto non sarebbe più logico e opportuno pagarle sul reddito (come avviene in altre professioni) e non sul giocato. Certo, si capisce in quei giochi di fortuna nei quali nessuno può pensare di fare il professionista, ma uno nel quale l'abilità supera la casualità merita (parere quasi totale), una regolamentazione ben diversa.
E' normale che il cittadino deve pagare le tasse in base ai profitti, ma se giocare a Texas Hold'em è la sua professione, perché pagarle anticipatamente anche se risulta perdente? Quanti giocatori non riescono a "battere" il rake+tasse che rappresenta una corposa percentuale?. Quanti, anche con un rakeback, offerto dal sistema punti, faticano a chiudere l'anno di lavoro con il segno positivo?
Giocatori discreti, magari non fortissimi, che potrebbero portare nelle proprie tasche qualche euro e che, invece, ne devono tirare fuori dal proprio conto corrente. Sarebbe meglio (è la nostra opinione) che i risultati dei giocatori di poker italiani fossero tracciati su un sito apposito dei Monopoli e che, sul profitto, questi pagassero le tasse e un'aliquota pari a quella che lo Stato trattiene sulla giocata. E, già che ne parliamo, offrendo la facoltà di documentare le spese, quali, per esempio, trasferte per tornei (poker dal vivo), acquisto materiale di studio e coaching.
Far pagare le imposte in modo preventivo è come dire a un agente di commercio: "Versa in anticipo per cominciare a lavorare, se vendi bene, se non vendi è lo stesso".
Per tanti settori esiste un reddito presunto minimale, ma come si può pensare di applicarlo a un giocatore di poker? Ci direte: "Ma se uno lo fa per professione e quindi lavoro deve essere per forza vincente!". Vi rispondiamo che un giocatore può guadagnare 35mila euro in un anno e far pari, o peggio, quello dopo: esattamente come un agente di commercio. Quest'ultimo paga un reddito induttivo sui proventi dei 12 mesi precedenti, come anticipo, ma se l'importo non viene raggiunto vi è la restituzione, sotto forma di detrazione nelle dichiarazioni successive. Insomma, se si considera il poker un lavoro comportiamoci allo stesso modo.
Ma sembra chiaro che, se lo Stato con il sistema attuale guadagna di più sappiamo come andrà a finire!.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 10 Gennaio 2011 09:25)
Altre risorse:
Monetizzare Online - Il gioco del backgammon














