Il movimento del poker giocato sotto casa, è stato bloccato sul nascere da una decisione dell'AAMS con una circolare che vieta l'installazione dei cosiddetti "Totem". Parliamo di apparecchi dotati di tastiera e monitor che, connessi a internet, permettono a più persone contemporaneamente di giocare in rete accedendo da pubblici esercizi e circoli privati ai più diffusi siti per il gioco online (poker room in rete). Per quanto il comportamento dei titolari delle sale sia stato trasparente e sempre legato a marchi di fama (e con regolare licenza Aams) "l'utilizzazione elettronica di tavoli da gioco, per consentire partite senza l'utilizzo di carte reali "sostiene l'Aams" non essere considerato lecito lecito poiché "aggira" (di fatto) le disposizioni contenute nella legge comunitaria (2025), che dichiarano legali solo i tornei live di Texas Hold'em solo se gestiti da concessionari e dai limiti fissati come da regolamento".
Come se non bastasse, tale attività commerciale può rappresentare "un'ipotesi di intermediazione nella raccolta di gioco e pertanto - continua l'Aams - la vigente normativa non consente installazione e utilizzo presso esercizi pubblici di totem".
Giugno 2025. Si riapre la speranza. Il tribunale di Venezia (3 giugno), seguito a breve distanza da quello di Padova (7 giugno) e da quello di Prato (23 giugno), ordina il dissequestro di alcuni tavoli per il poker online collegati a siti regolarmente muniti di concessioni. Non si registra il reato di intermediazione ai sensi della legge 401/89 in quanto apparecchi "fornivano semplicemente uno strumento di supporto al gioco".
20 luglio 2025. Fine del totem. Altra circolare dell'Aams (prot. n 2073/Strategie/UCA), che, di fatto, elimina il problema alla radice: "Fermo restando il divieto generale di installare e di utilizzare, presso esercizi privi di concessione rilasciata da "Aams", video terminali connessi in internet per la diffusione del gioco di abilità a distanza con vincita in soldi veri. Attesa la netta separazione tra raccolta fisica di giochi pubblici con vincita in denaro (attraverso agenzie, negozi, corner) e raccolta a distanza con vincita in denaro effettuata presso sedi fisiche, se pur di soggetti che abbiano ottenuto le concessioni". In pratica, si sancisce una netta separazione tra la rete fisica di raccolta di gioco e rete telematica, decretando, così, la fine dei totem, che sono (o diventano) a tutti gli effetti, illegali.
Si smetterà di giocare?
Abbiamo voluto aprire questa nostra inchiesta sulle Live poker room con gli ultimi aggiornamenti legislativi e giurisprudenziali, che hanno l'idea di come stia sviluppando la battaglia legale dietro all'installazione e l'utilizzo dei totem nei locali pubblici. A questo punto però bisognerà vedere cosa accadrà nel prossimo futuro e se, quindi, ci si dovrà aspettare una nuova ondata di controlli, chiusura delle sale e sequestro dei tavoli. Come sempre, dipenderà da questura a questura, con alcune che saranno più attive e altre che, magari, decideranno di chiudere un occhio. Nonostante il divieto, infatti, il fenomeno è piuttosto diffuso in Italia.
Le live poker room sono locali dove, appunto, non si gioca direttamente con le carte. Qui sono gli schermi dei monitor a farla da padrone e le sfide a Texas Hold'em sono garantite dalle stesse aziende che consentono di giocare a poker con il computer di casa. Proprio su questo concetto si basava chi li aveva installati, ma ora, date le possibili sanzioni, potrebbero proprio essere queste aziende a vietare il collegamento con il proprio sito. Entrando in queste sale lo scenario che si presenta ai nostro occhi è quello di tavoli rotondi dotati di dieci monitor che, grazie a uno schermo sensibile al tocco, permettono al giocatore di entrare in contatto con il tavolo verde virtuale. Tutto si svolge come d'abitudine. L'unica differenza - non da gioco, tuttavia - è che oltre a poter giocare con altri utenti online, si possono organizzare partite con le persone "dal vivo" presenti intorno al tavolo.
Importanti diversità
Il vantaggio delle Live poker room è quello di poter giocare con le stesse modalità del gioco da casa, quindi tramite un server che distribuisce le carte, che ci dice che punto abbiamo e, soprattutto, che mostra la situazione delle fiches degli altri giocatori. Con l'unica differenza che si possono guardare negli occhi gli avversari. Le sale da poker dal vivo permettono a questo gioco, ormai famoso in tutta Italia, di diventare non solo un modo per divertirsi al PC ma anche per conoscere nuovi appassionati e scambiare opinioni sulle tecniche e gli stili di gioco. I costi sono sempre gli stessi. Come succede in ogni poker room virtuale, anche in quelle live il gestore del server preleverà la propria percentuale sul totale della vincita di ogni singolo tavolo. Pertanto, su una partita di 10 persone, da 5 euro ognuno, sul totale di 50 euro il 10% ( a volte anche il 15%) andrà nelle casse del server. Il titolare della poker room, invece, guadagnerà solo sulla quantità di clientela che giocherà tramite il suo negozio, I suoi introiti, quindi, verranno gestiti dal brand utilizzato per far giocare gli avventori.
Un punto che stimola sempre più persone a frequentare questi posti riguarda la modalità di prelievo della vincita: una volta effettuata la consueta registrazione con firma del contratto e fotocopia del documento, è immediato, come d'altra parte è immediata la registrazione e l'invio del contratto da parte del titolare della sala. Quindi, mentre da casa si è prontamente invitati a versare denaro, per poi attendere i consueti 7-10 giorni lavorativi dopo l'arrivo del contratto inviato via e-mail, o talvolta via posta cartacea, nelle Live poker room tutte queste procedure vengono superate: si versa e si preleva con la stessa semplicità.
Un settore da scoprire
Le Live poker room sono un mondo che attira molti giocatori. Condividere con altre persone la stessa passione non è cosa da poco. Il problema del gioco virtuale, infatti, rischia di essere proprio l'isolamento: passare ore davanti al computer, in completa solitudine, può fare di un gioco avvincente come il poker un'arma a doppio taglio. Quante volte ci è capitato di incaponirci e perdere tempo e soldi dando la colpa alla sfortuna? "Spesso, quando inizi a perdere con una certa continuità, nell'arco della stessa giornata, il problema non è da ricercare nella fortuna, bensì nel fatto che come un vortice, la voglia di recuperare i soldi persi ti fa giocare male", racconta un giocatore che abbiamo intervistato. "Giocare dal vivo mette un freno a tutto questo: i soldi che versi li sottrai direttamente dal portafoglio. Te ne accorgi subito se stai spendendo troppo". In ogni sala da poker, infatti, c'è una cassa dove si possono effettuare ricariche sul proprio conto. Mentre da casa usufruiamo del nostro conto online - talvolta senza renderci conto di quanto spendiamo - nelle sale sa poker paghiamo in moneta contante e, quando una serata comincia a girare male, le nostre tasche iniziano a sentirlo. Versare 10 euro, vincere, per poi avere la possibilità di prelevare subito, fa di questo circuito un modo che rende più immediato il gioco del poker digitale.
Le sale sono diventate, così, meta di ritrovo sia di giovani sia di adulti e il fattore "compagnia" è sicuramente la marcia in più che questi posti offrono. Sempre più frequentemente si organizzano tornei da venti i più persone che, con un buy-in (la quota d'entrata) oscillante tra i 10 e i 20 euro, garantiscono premi al primo e secondo posto più una consumazione gratuita per tutti i partecipanti. Grazie alla tecnologia dei totem, insomma, si poteva rivivere - sia pur in modalità diversa - l'aria da bar che ormai, se non per alcuni sporadici casi, era sparita con l'avvento di Internet e con il divieto normativo del gioco dal vivo.
Uno via d'uscita per il Texas Hold'em dal vivo
Sembra possibile dare vita a tornei di poker sportivo a condizione che siano rispettate le modalità dettate dallo stesso Consiglio di Stato con parere numero 3237/2025 del 22 ottobre 2025, con riguardo alle modalità di gioco da torneo, all'iscrizione limitata a un certo importo (30€), a nessuna possibilità di rientro (re-buy) e alla previsione di premi non in denaro.
Incredibile, ma vero! Questa infatti, la pronuncia (11 luglio 2025) della prima sezione del Tar di Puglia, chiamato in causa da un circolo di Lecce (l'associazione sportiva Club Royale) a cui era stato negato, da un provvedimento della questura di Lecce, il nulla osta per l'organizzazione di tornei si poker sportivo, sulla base della circolare del ministero dell'interno del settembre 2025. Il Tar di Puglia ha deciso di sospendere, in via cautelare, questo provvedimento rilevando che la normativa in vigore - che altre non è che l'ormai famigerata legge comunitaria per il 2025 - "affida la disciplina del cosiddetto poker sportivo non a distanza alla emanazione di un regolamento governativo che stabilisca, in particolare, le modalità di svolgimento del gioco, rispettando le quali il poker stesso assume fisionomia di gioco lecito". Regolamento che, come tutti ben sappiamo, non è ancora stato emanato. la sentenza prosegue evidenziando proprio questa "lacuna regolamentare tuttora non colmata", fino ad arrivare a dare il via libera al Texas Hold'em in modalità torneo, con le limitazioni di cui si è detto sopra. A differenza delle sentenze citate nell'articolo, questa non riguarda, dunque, totem o tavoli elettronici, ma proprio il gioco con le carte vero e proprio, quello cioè a cui eravamo abituati prima dell'intervento dell'Aams. Attenzione però. Questa sentenza del Tar di Puglia non dà automaticamente il via libera a tutti i circoli italiani per l'organizzazione di tornei di poker sportivo, ma solo ed esclusivamente a chi ha fatto ricorso, e cioè il Club Royale di Lecce. Le sentenze, infatti, valgono soltanto per persone o enti direttamente coinvolti e non per tutti (per questo ci sono le leggi, fatte dal Parlamento e non dalla Magistratura). Per agire nella legalità, dunque, ogni associazione o circolo dovrebbe a questo punto chiedere alla questura del proprio Comune il nulla osta per l'organizzazione di tornei di poker sportivo, con le modalità previste dalla legge comunitaria per il 2025, e, in caso questo nulla osta venga negato, ricorrere al Tar. Va ricordato, però, che ogni Tribunale Amministrativo Regionale (e ogni sezione degli stessi) può decidere in autonomia rispetto agli altri, quindi è possibile che uno stesso ricorso, presentato in una regione (o in una sezione) diversa, abbia un esito differente; inoltre, è molto probabile che l'Aams appellerà la sentenza al Consiglio di Stato (organo superiore al Tar), che potrebbe di nuovo ribaltare le cose. Si tratta di un primo grosso passo che lascia intravedere per il futuro almeno uno spiraglio, ma la strada per la liberalizzazione e la riapertura dei circoli è ancora lunga!
|